Noi Contro Le Mafie, il diario dell’ultima giornata

“Il bilancio è positivo”. Antonio Nicaso, scrittore, storico e direttore scientifico del festival Noi Comuni e Cittadini Reggiani contro le Mafie, commenta così la fine della settimana edizione. “Siamo riusciti a parlare e a coinvolgere tantissimi studenti. Sottolineiamo da sempre l’importanza della conoscenza che è un’arma efficace nella lotta contro il malaffare e le mafie. È un bilancio positivo anche perché siamo riusciti a coinvolgere gli studenti in percorsi educativi che hanno preceduto questa settimana. È sempre bello tornare in questa provincia, ma è anche bello vedere l’entusiasmo dei giovani che tengono alta l’attenzione e approfondiscono i temi che trattiamo durante la settimana, ed è questa la cosa più interessante: gettare dei semi che spero possano generare consapevolezza, conoscenza, capacità di diventare sentinelle del territorio e quindi cittadini attivi e responsabili.

Il sesto e ultimo giorno del festival si è aperto con l’incontro “Criminalità, mafie e terrorismi. Una sfida globale” all’Aula Magna Manodori dell’Università di Reggio Emilia. A condurlo è stato Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito. Insieme a lui, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi che hanno tirato un bilancio di questi giorni rinnovando l’impegno nella lotta contro le mafie perché sia un’azione continua. Discorso ribadito anche dal Prefetto Raffaele Ruberto, al quale hanno fatto seguito gli interventi del Procuratore Generale della Corte d’Appello di Bologna Ignazio De Francisci, del Procuratore Capo del Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri e del Consigliere della Corte d’Appello di Palermo Mario Conte che ha commentato così la sua presenza. “È il sesto anno che vengo a Noi Contro le Mafie e devo dire che è diventato un appuntamento irrinunciabile, nel senso che è un continuo ritrovo con gli studenti e un continuo modo per apprezzare i miglioramenti di queste terra. Una terra che si è resa conto di avere, anche se con portata diversa, lo stesso problema della Sicilia e del Meridione in generale, però ha cercato di crearsi gli anticorpi fin da subito. Questa consapevolezza del problema penso che sia la base di Noi Contro le Mafie e faccia capire l’importanza di convegni come questo nei quali i giovani comprendono, acquisiscono gli anticorpi e riescono a capire quanto le attività di formazione e prevenzione siano fondamentali nel loro steso interesse. In questo modo i giovani costruiscono il loro futuro, un futuro sano”.

Ospite della mattina anche il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Palermo. “Sono abituata a fare questi convegni con un pubblico specializzato di operatori del settore”, ha detto Giorgia Spiri. “Penso che sia molto più difficile avere a che fare con i ragazzi, trovare le parole giuste per spiegare argomenti così complessi a ragazzi così giovani. È più difficile, ma è anche più stimolante, perché ci obbliga a rendere semplici cose che in realtà non lo sono per niente, mentre nel nostro lavoro la cosa più facile è nascondersi dietro il tecnicismo del linguaggio giuridico, quindi è un’esperienza che sono felice di fare”.

Sempre di mattina, ma alla scuola Media Balletti di Quattro Castella, il giornalista sportivo Flavio Tranquillo (autore del libro “Altro tiro, altro giro, altro regalo” edito da Baldini & Castoldi) è stato protagonista dell’incontro “Lo sport: luogo d’incontro di regole e passioni” insieme al sindaco Andrea Tagliavini, al giornalista Diego Oneda e alla docente di educazione fisica Liliana Bedogni”.

“Noi contro le mafie”, ha detto Tranquillo. “Noi, contro le mafie. È una partita. Dobbiamo essere più preparati, quindi abbiamo bisogno di parlare, capire, ammettere i nostri errori, di imparare a emendarli. Per questo bisogna essere noi, e per essere noi questa è la settimana giusta”.

Lo stesso giornalista è stato ospite del primo incontro del pomeriggio. A Sant’Ilario d’Enza si è parlato di “Regole per lo sport. Regole per la vita” insieme a Mario Conte (autore insieme a Tranquillo de “I dieci passi. Piccolo breviario di legalità” edito da Add), al sindaco Marcello Moretti, all’assessore Licia Ferrari alle attività culturali e deleghe giovanili, e all’autore e giornalista Emanuele Tirelli.

Sport e antimafia, sport e criminalità, hanno trovato numerosi punti di contatto in Conte e Tranquillo, ognuno innamorato della materia dell’altro ed entrambi capaci di veicolare concetti giuridici e normativi attraverso l’uso della parabola sportiva, del basket in particolare, appassionando la platea che si è trattenuta con loro anche dopo la fine dell’incontro.

Subito dopo, nell’Auditorium Credem di Reggio Emilia, c’è stato l’appuntamento “Il consulente nel mondo economico” con il presidente della Provincia Manghi, il professore Nicaso, il professore di Etica delle Professioni all’Università LUISS di Roma Samuele Sangalli, il Procuratore Gratteri e il Presidente Odcec di Reggio Emilia Corrado Baldini.

Al Palazzo Ducale di Guastalla, Angela Iantosca è intervenuta al laboratorio di scrittura creativa “Concorso letterario Ginetto Tosi” VIII Edizione con la premiazione degli elaborati migliori. L’appuntamento, introdotto dal sindaco Camilla Verona, è stato coordinato dal promotore del concorso letterario Gino Tosi.

“Il mio libro “Bambini a metà” è uscito due anni fa – ha detto Angela Iantosca – ma questo cammino continua sia in giro per l’Italia che all’estero, e continua anche a Noi Contro le Mafie. Ho incontrato molti ragazzi e sono felicemente stupita della loro attenzione. È probabilmente il pubblico migliore per parlare di questo argomento perché raccontare dei loro coetanei li rende molto empatici, con un argomento che pensano sia lontano nonostante Reggio Emilia abbia dimostrato di essere parzialmente in mano alle mafie già da alcuni anni. Noi Contro le Mafie dimostra invece che ci sono una volontà e una coscienza civile molto forti, molto più forti rispetto a territori come quelli del Sud in cui le mafie esistono da molto più tempo. Ovviamente il cammino va avanti, il protocollo di cui si parla nel libro continua ad essere al centro della discussione nazionale e internazionale, e speriamo che si faccia sempre di più. I dati e gli articoli dimostrano che si tratta di un tema centrale, perché se non si lavora sui bambini non si può sconfiggere la mafia”.

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