Noi Contro Le Mafie 2018 – Diario del 19 Aprile

Anche la quarta giornata del Festival Noi Cittadini e Comuni Reggiani Contro Le Mafie è stata caratterizzata dal tema centrale di questa ottava edizione: il rapporto tra corruzione e mafie.

Le prime iniziative di questa quarta giornata hanno visto gli studenti delle scuole protagonisti. È quello che è successo all’evento che si è tenuto nell’Aula Magna del Liceo Canossa di Reggio Emilia. Ospite dell’incontro che ha visto l’anticorruzione in scena dal laboratorio di teatro è stato il Consigliere ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Michele Corradino, autore del libro “È normale Lo fanno tutti”. Gli studenti delle classi II L e II N del Liceo Canossa, la IV C del Chierici e la III D dello Zanelli, nel corso della mattinata, hanno presentato testi e sceneggiature liberamente ispirate all’esperienza di lettura e scrittura creativa del libro di Corradino che, a fine esibizione degli studenti, si è complimentato per il grande lavoro che questi portatori di legalità hanno creato con l’aiuto dei loro insegnanti.

In contemporanea all’evento tenutosi nell’Aula Magna del Liceo Canossa, altri ragazzi delle scuole di Reggio , hanno partecipato, nell’Aula D.1.1 dell’Unimore, al Convegno “Mito & Pedagogia Mafiosa”. Ad aprire il convegno sono stati i saluti istituzionali del Vice Presidente della Provincia di Reggio Emilia e Sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi che ha detto ai ragazzi:

<<Dobbiamo continuare a tenere la schiena dritta in questo percorso di contrasto verso questo pericoloso fenomeno>>.

Se il titolo del convegno era “Mito e Pedagogia” immancabile, era la relazione del Direttore Scientifico del Festival, Professore Antonio Nicaso,  che ripercorrendo la storia della nascita della mafie, ha dichiarato:

<<Perché il mito è importante per le mafie? Le mafie hanno bisogno del mito, senza di esso sarebbero senza storia e identità. A volte il mito ci ha presentato una mafia “buona”. Basta pensare a come il cinema si è mosso con le storie mafiose creando, appunto, dei veri e propri falsi miti>>.

Dopo un breve racconto della storia delle mafie e il rapporto che esse hanno con il mito e le pubblicità, hanno seguito alcune domande degli studenti dirette al Professore Nicaso.

Un ragazzo ha chiesto:

<<Cosa ne pensa delle serie Tv che parlano di mafia?>>

Il professore Nicaso ha risposto così:

<<Io non ho mai censurato la libertà di stampa e tanto meno voglio farlo ma occorre riflettere bene su come vengono diffusi i contenuti. Se noi avessimo una maggiore possibilità di insegnare il senso civico anche alcune serie Tv avrebbero il loro “giusto” senso. Le mafie, oggi, sono diventate un brand, un prodotto di marketing>>.

Dopo l’intervento del Direttore Scientifico del Festival, a prendere la parola è stata la Professoressa  del Trinity College di Dublino, Giuliana Adamo che- riprendendo alcuni concetti fatti di un video proiettato durante la mattinata che raccontava del lavoro di Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria- ha dichiarato ai ragazzi:

<<Le mafie riguardano tutti noi, anche Voi ragazzi di una Regione più sviluppata, lavorativamente parlando, della Calabria. La mafia è la percezione errata del mondo  ed essa prende inizia a prendere forma dallo scambio di favori. La mafia è, anche, tutto potere>>.

Davanti agli sguardi attenti degli studenti, la professoressa Adamo ha, anche, detto:

<<La libertà di poter scegliere ci fa diventare grandi. Fate scelte giuste!>>

A prendere la parola, poi, è stata la giornalista e saggista Angela Iantosca che ha parlato, anche, del rapporto dell’educazione delle famiglie.

La Iantosca ha detto:

<<Per anni si è detto che la mafia fosse qualcosa solo per maschi. In realtà, però, il vero anello forte sono le donne>>. Tanti i temi affrontati da Angela Iantosca nel suo intervento che ha anche parlato del rapporto tra genitori e figli nelle famiglie mafiose. Proprio su questo ha anche detto:

<<I ragazzi di mafia non hanno libertà, bisogna che la ritrovino riscoprendo il vero valore della bellezza>>.

A concludere la mattinata ci ha pensato l’intervento  della Direttrice Scientifica del Festival Rosa Frammartino che ha detto:

<<Questo è un percorso che è cominciato 8 anni fa. Stiamo cercando di avviare un’innovazione metodologica passando dalla conoscenza all’approfondimento. Vogliamo stimolare il protagonismo motivato e ragionato dei ragazzi. Devono continuare a guardarsi attorno, continuare a percorrere strade di indipendenza all’insegna della legalità>>.

La quarta giornata del Festival è poi continuata nella Sala del Consiglio Comunale di Rubiera, dove si è tenuta la presentazione del libro di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri “Fiumi D’oro” condotta dal giornalista Pierluigi Senatore.

Dopo i saluti istituzionali di Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera, si è passato ad un’incontro/dibattito tra il giornalista Senatore con Gratteri e Nicaso.

<<Bello vedere la sala piena e attenta a queste importanti tematiche. Questo ci fa capire che Rubiera è sensibile a questi fenomeni, proprio per questo non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Dobbiamo rafforzare gli anticorpi per contrastare al meglio le mafie>> ha dichiarato il sindaco nel corso del suo intervento.

Il dibattito è partito da una domanda di Pierluigi Senatore che ha ripreso alcuni numeri che gli autori hanno tracciato nel loro ultimo lavoro. <<Sono 52, 6 i miliardi di fatturato annuali della mafia in Italia. È ufficialmente la quarta azienda italiana per fatturato nel nostro Paese>>.

Il Procuratore Nicola Gratteri, nel corso del suo intervento, ha accennato il tema del rapporto tra mafie, potere e politica dichiarando:

<<La mafia la trovi non solo negli omicidi e/o in fatti di guadagni ma anche e sopratutto nella partecipazione al voto. Le mafie votano e fanno votare. Sempre di più, oggi, la politica cerca l’abbraccio con le mafie. In Emilia Romagna, rispetto ad altri territori, è successo un inquinamento di accenti che ha permesso l’espansione delle mafie. In questo territorio l’obiettivo principale è la ricchezza perché è più facile qui mimetizzare la ricchezza rispetto a zone come la Calabria. Proprio per questo motivo bisogna rendere sconveniente delinquere. Oggi il potere delle mafie è aumentato ma anche la forza delle contrasto ad essa. Stiamo pareggiando la partita ma dobbiamo vincerla. Presto, in Italia, altri comuni saranno sciolti per mafia>>.

Nuovamente ripreso, nell’intervento del Professore Nicaso, il nesso tra corruzione, mafie e politica. Alla domanda di Senatore che ha chiesto <<Perché la politica è, spesso, assente?>>

Il Direttore Scientifico del Festival ha risposto:

<<La politica è assente perché non ha mai posto come priorità la lotta alle mafie. C’è, anche, una correlazione tra corruzione e crescita economica. Nei territori dove è maggiore la presenza delle mafie. Immaginate un paese senza mafie e malaffare, questo sarebbe bellissimo ma purtroppo è un’utopia>>.

Dopo gli interventi e il dibattito tra Senatore e i due autori di “Fiumi D’oro”, il pubblico rubierese ha preso la parola chiedendo curiosità e ponendo qualche domanda ai relatori.

Un cittadino, presente in sala, ha chiesto al Procuratore Gratteri:

<<Qualora ci fosse la possibilità, accettereste un incarico da ministro?>>

La risposta di Gratteri è stata:

<<Penso che per rendere l’Italia più bella e sicura non ci sia bisogno di nomine prestigiose. È più bello fare il magistrato che il sindaco. Posso tranquillamente contribuire a rendere più efficiente il sistema senza necessariamente lasciare la Procura.

La ricca giornata di appuntamenti, seminari e convegni del Festival si è conclusa nel Comune di Quattro Castella, dove il Sindaco Andrea Tagliavini ha ospitato il Consigliere ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Michele Corradino, che, dialogando con la giornalista, saggista e moderatrice dell’incontro ha presentato, davanti ad una sala piena ed attenta il suo libro dal titolo“È normale Lo fanno tutti”.  È stato un dialogo molto preciso e dettagliato quello tra la giornalista Angela Iantosca e Michele Corradino che, in chiusura del suo intervento ha detto:

<<Per combattere la corruzione non bastano i magistrati, occorre un continuo e attento controllo sociale>>.

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